Agilita': le opinioni di chi pedala

Da un po’ di tempo una delle cose che spesso attirano la mia attenzione quando pedalo, sia su di me che sui ciclisti-bikers che incontro, è la modalità di pedalata, frequenza, spinta sui pedali, armonicità del gesto, compostezza ecc., tutti parametri che sicuramente influenzano, oltre all’esteticità, anche la prestazione finale.

Sono convinto che molti biker, io in primis, potrebbero ottenere notevoli miglioramenti se curassero maggiormente il gesto della pedalata e se ascoltassero maggiormente le proprie sensazioni mentre pedalano, invece di cercare di mettere in pratica o copiare ciò che fanno altri biker con caratteristiche e preparazione diverse dalle loro.

Nell’ultimo periodo ho letto molte opinioni scritte da vari ciclisti su quest’argomento, sia da portali web sia da forum on-line che da libri sul ciclismo, ed ho pensato di raccogliere le più significative ed interessanti in questo articolo - le elencherò semplicemente - per poi poterne discutere assieme.

 

Partiamo con alcune considerazioni:

Tutti parlano di andare agili, di fare agilità, di essere agili.
  • Prima riflessione: è corretto considerare agilità fare alti rpm, o agire con poca pressione sui pedali? 
  • Seconda riflessione: quanto costa andare agili? A parità di watt erogati il dispendio cardiaco è impressionante passando, ad esempio, da 70 a 100 rpm.
  • Terza riflessione: si ha così tanta paura di intossicare la gamba, come mai non si ha paura dello sfinimento per stanchezza? In fondo il consumo calorico è molto alto andando ad alte rpm.

…secondo me la cadenza è una conseguenza della velocità: è chiaro che per aumentare la velocità non bisogna solo buttare giù il rapporto ma aumentare i giri. Lo spingere rapporti molto lunghi significa dover sopportare tensioni muscolari sempre più intense, quindi per non indurirsi le gambe viene naturale aumentare le rpm, entro i limiti che sono imposti dalle sensazioni personali di percezione della fatica. Stare in gruppo a girare al minimo il massimo rapporto potrebbe sembrare comodo, ma cosa succederebbe al primo cambio di ritmo? Gambe fredde e impastate! L'agilità salva la gamba ma, se esagerata, la affatica ugualmente perchè il sistema contrazione-rilascio del muscolo se portato all'esasperazione provoca un altra forma di fatica…

…Lo scopo dell'allenare l'agilità è duplice: da un lato serve ad automatizzare ed economizzare il gesto della pedalata, dall’altro e in seguito, serve per abituarsi a poterla utilizzare come arma in più…

…Il fatto è che scegliere che frequenza di pedalata da adottare è un lusso che in gara o uscite tirate (e cioè quando servirebbe veramente) spesso non ci si può permettere. Si va con il rapporto che si riesce a girare, con un faticoso compromesso fra il dolore muscolare e la fatica centrale. A meno che non si stia a ruota, in pianura, e allora ha senso mettere un paio di denti in meno e riposare.
In quest'ottica, penso che l'agilità (cioè, pedalare più agili del proprio ritmo naturale, in pianura, in salita, e anche in discesa) sia utile ad aumentare il proprio bagaglio, in modo da potersi permettere di variare rpm anche a livelli di sforzo elevati. Questo può servire per dare sollievo alla gambe (con un dente in più) o al cuore (con un dente in meno).
Quindi l'agilità è semplicemente uno dei mezzi di allenamento, da adottare consciamente; non è il rimedio a tutti i mali…

…ognuno di noi è diverso, ha fibre muscolari diverse, un'attitudine allo sforzo diversa, una percezione diversa dello sforzo. Rimango dell'idea che allenarsi pedalando solo a basse cadenze migliora il pedalare a basse cadenze, allenarsi solo in agilità migliora l'agilità ma fa perdere il colpo di pedale a frequenze basse. Sono entrambi due modi molto proficui e possono venire utili in molti casi: la mia idea è di allenarli a parte e tirarli fuori al momento del bisogno, e per il resto viaggiare alla propria cadenza ideale…

…Il ritmo di pedalata non ha assolutamente un regola fissa, va in base a cosa si deve fare punto e basta. Cioè non è vero che andare, ad esempio, a 100 rpm fa bene sempre. Bisogna capire e valutare a che frequenze si ha il giusto compromesso tra rpm, resa muscolare e durata dello sforzo...

…È molto controproducente snaturarsi, cambiare e fare cose per le quali non siamo propriamente adatti, quindi attenzione a voler emulare professionisti o amici che hanno ritmi di pedalata differenti dai nostri, una cosa è affinare le caratteristiche cercando di migliorare il colpo di pedale, un'altra è forzare un ritmo che a noi non è adatto…

…Secondo me “l'agilità” parte da un concetto (implicito) di cui spesso non si tiene conto, e cioè che la pedalata sia già abbastanza potente. Agilità e potenza sono caratteristiche complementari e secondo me vanno sviluppate di pari passo, l'agilità dovrebbe essere un’arma in più, mentre senza la potenza è solo un rifugio di un corridore incompleto…

…Usare alte frequenze di pedalata con rapporti corti , come osservano giustamente in tanti, fa solo saltellare sulla sella con una pedalata poco efficace. A questo punto non ha senso ridurre le rpm ma conviene allungare il rapporto in modo da rimanere sempre composti nella spinta (e serve potenza, che se non c’è va allenata). La gamba anche quando gira agile deve essere almeno un po' "in tiro" altrimenti l'efficacia della pedalata va a farsi benedire…

…un tecnico mi spiegava che le alte cadenze di alcuni professionisti in salita sono dovute alla grande potenza di cui dispongono, e fino ad un certo punto possiamo imitarle….mi spiegava che anche le alte rpm se non supportate dalla giusta potenza possono dare problemi di affaticamento dovuti alla ricezione-trasmissione degli impulsi nervosi da parte dei muscoli. Quindi ognuno deve trovare la cadenza che produce più velocità con meno sensazione di fatica e meno problemi muscolari, ovvero la propria cadenza ideale…

…comunque tutto dipende da com'è la muscolatura, a seconda del rapporto tra fibre bianche e fibre rosse cambia la cadenza ideale per riuscire a sfruttare una buona potenza, è un po' come la coppia nei motori delle auto…

…Come in tutte le cose la verità sta nel mezzo e ci vuole equilibrio. E soprattutto un'ottima conoscenza del nostro fisico. Andare troppo duri fa tanto male quanto andare troppo agili…

 

Altro spunto:

Noto che man mano che le rpm salgono, la coordinazione neuromuscolare scende e la pedalata si fa meno rotonda…

…vedo molte persone che si sforzano di andare agili, ma noto che il loro tentativo li porta a scomporsi in maniera molto molto evidente. Ora, è il caso di tenere quelle rpm che portano a pedalare senza scomporsi, di migliorare gradualmente concentrandosi più sul gesto che sul numero di rpm, o di tenere indistintamente rpm altissime, sperando che la coordinazione prima o poi arrivi? perchè qui si parla sempre di tenere rpm alte, non si parla mai di curare la coordinazione e la reattività neuromuscolare…

…io ho sempre pensato che l'agilità (oltre ad allenare il sistema cardiorespiratorio prima ancora delle gambe, favorire la capillarizzazione ecc.) serva proprio a migliorare il coordinamento neuromuscolare. Ma attenzione, io sto parlando di agilità fatta in allenamento, in gara la penso come molti di voi: ognuno ha il suo range di rpm ideale, e deve lavorare con quello (self selecting rpm)…

…Una delle maggiori differenze tra un ciclista esperto e un “neofita” risiede nella performance ed economicità della loro pedalata, non sempre però i conti tornano, anche in chi pedala da anni si può scoprire infatti qualche errore dovuto a carenza tecnica…

…Ottimizzare la pedalata porterebbe più benefici rispetto magari a qualche grammo risparmiato sulla bici oppure a qualche cucchiaiata in meno di nutella o marmellata…

…paradossalmente, nel ciclismo di oggi, tutto questo gran parlare di agilità a tutti i costi è un invito chiaro alla scoordinazione e alla dispersione di energie molto utili…

…voi che curate così tanto l'agilità, avete notato che vi scomponete se andate molto agili? qual è il vostro atteggiamento? continuate ad andare agili noncuranti del problema? condividete la necessità di pedalare con una coordinazione migliore?
Il ragionamento che estrapolo dalla mia esperienza è che migliore dell'agilità fine a se stessa, è l'ottimizzazione del gesto e della coordinazione neuromuscolare…
 
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